Pubblicazioni scientifiche a sostegno dell’osteopatia

BMJ Open. 2013 Feb 20;3(2). pii: e002187. doi: 10.1136/bmjopen-2012-002187. Print 2013. Effectiveness of osteopathic manipulative treatment in neonatal intensive care units: protocol for a multicentre randomised clinical trial. Cerritelli F, Pizzolorusso G, Renzetti C, D’Incecco C, Fusilli P, Perri PF, Tubaldi L, Barlafante G.

 

BMC Pediatr. 2013 Apr 26;13:65. doi: 10.1186/1471-2431-13-65. Effect of osteopathic manipulative treatment on length of stay in a population of preterm infants: a randomized controlled trial. Cerritelli F, Pizzolorusso G, Ciardelli F, La Mola E, Cozzolino V, Renzetti C, D’Incecco C, Fusilli P, Sabatino G, Barlafante G.

 

J Am Osteopath Assoc. 2013 Jun;113(6):462-7. Osteopathic evaluation of somatic dysfunction and craniosacral strain pattern among preterm and term newborns. Pizzolorusso G, Cerritelli F, D’Orazio M, Cozzolino V, Turi P, Renzetti C, Barlafante G, D’Incecco C.

 

Complement Ther Clin Pract. 2011 Nov;17(4):193-8. doi: 10.1016/j.ctcp.2011.02.001. Epub 2011 Mar 5. Exploring the impact of osteopathic treatment on cranial asymmetries associated with nonsynostotic plagiocephaly in infants. Lessard S, Gagnon I, Trottier N.

 

Complement Ther Clin Pract. 2006 May;12(2):101-10. Epub 2006 Mar 29. Palpatory diagnosis of plagiocephaly. Sergueef N, Nelson KE, Glonek T. SourceDepartment of Osteopathic Manipulative Medicine, Midwestern University, 555 31st Street, Downers Grove, IL, USA.

Articoli proposti e tratti dal sito “tuttosteopatia.it”:

Osteopatia e ospedale pediatrico Meyer di Firenze 

Dal 2009, l’osteopata Tommaso Ferroni collabora nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, a stretto contatto col Direttore del Dipartimento Neurosensoriale, il dr. Lorenzo Genitori, con cui ha realizzato lo studio prospettico Approccio osteopatico in un Reparto di Neurochirurgia, presentato al Congresso Internazionale di Osteopatia a Firenze. Nato dall’idea di provare ad utilizzare un osteopata per trattare i bambini ricoverati nel Reparto di Neurochirurgia di un Ospedale Pediatrico, lo studio è durato 11 mesi ed è stato condotto su 80 bambini, fornendo dati incoraggianti per quanto riguarda la valutazione del dolore, prima e dopo il trattamento osteopatico. Una scala di valutazione del dolore ha permesso di valutarne l’intensità prima e dopo il trattamento manipolativo osteopatico, consegnando ai ricercatori risultati incoraggianti, sebbene ancora in fase di valutazione. Diminuito del 17 per cento il dolore nei bambini reduci da traumi; del 20 per cento nei bambini affetti da tumore e anche dalla Sindrome di Chiari; del 18,34 per cento invece la riduzione del dolore causato da Craniostenosi e del 5,55 per cento nei bambini affetti da Idrocefalo.

 

Osteopatia pediatrica all’ospedale di Vimercate: risultati sorprendenti sui neonati

L’Osteopatia è parte integrante del reparto di Neonatologia del presidio ospedaliero di Vimercate (Monza Brianza), dove l’osteopata Barbara Franchini, insieme a Giulia Taccani, Marianna Della Torre e Marco Sesto, conduce dal 2009 un’esperienza osteopatica in collaborazione con una équipe di neonatologi dell’ospedale, diretta dalla dott.ssa Patrizia Calzi responsabile del reparto di Neonatologia.
È qui che nasce lo studio clinico presentato a luglio 2016 durante il Congresso al Meyer di Firenze che raccoglie ed elabora i risultati della ricerca scientifica effettuata in questi anni con un approccio multidisciplinare, per la cura del bambino affetto da diverse disfunzioni pediatriche come plagiocefalia, asimmetrie, cefaloematomi, problematiche gastro esofagee, asimmetrie: craniche, colonna, facciali, piede torto, otiti, sindrome down e prematuri etc, conseguiti dopo tecniche osteopatiche mirate, durante una serie di controlli periodici programmati durati 8 anni.

«Questa “impresa” non sarebbe stata possibile – racconta l’osteopata Barbara Franchini – senza l’apporto costante dei medici che hanno creduto vivamente in questo progetto, soprattutto nella figura della dott.ssa Patrizia Calzi responsabile del reparto di Neonatologia del presidio ospedaliero di Vimercate».

Grande soddisfazione per il contributo osteopatico in reparto è stato espresso proprio dalla dott.ssa Calzi che, raccontandoci della lunga esperienza di collaborazione con la figura dell’osteopata in Neonatologia – sin dal 2005 – ne ha evidenziato la continua crescita negli anni.
«Ci avvaliamo da anni della consulenza dell’osteopata che consideriamo parte integrante di un percorso medico, diagnostico e terapeutico condiviso. Dapprima i neonati venivano visti in ambulatorio una volta alla settimana – ci racconta infatti la responsabile di reparto – adesso la figura dell’osteopata è presente anche al nido e in patologia neonatale per i bambini ancora degenti e per i prematuri, che noi assistiamo dalla 32 settimana di EG. L’attività prosegue nei due ambulatori per bambini che hanno bisogno di continuare un percorso osteopatico affermando sempre di più la figura osteopatica nella nostra realtà ospedaliera. Durante il trattamento è possibile osservare un miglioramento dei disturbi legati alla sfera gastrointestinale (coliche, rigurgiti,) dell’allattamento, della suzione anche nei prematuri e della qualità del sonno».

Risultati dello studio. Sorprendenti i risultati della ricerca – che continua ancora oggi – grazie al lavoro dell’unità operativa degli osteopati che si alternano due giorni alla settimana nei due ambulatori dedicati all’osteopatia pediatrica e al nido del reparto di Neonatologia per i bambini appena nati o/prematuri ricoverati. Sono 435 i bambini tra 0 e 6 mesi presi in esame dopo triage pediatrico: 77 sono stati esclusi dallo studio per assenza di segni clinici; 358 i casi controllo di cui 158 femmine e 200 maschi; 99 drop-out (ritirati dallo studio) perché hanno effettuato un solo controllo. Sono 259 i bambini di età inferiore a 6 mesi che hanno consegnato ottimi risultati: 150 risoluzioni in 3 sedute; 95 risoluzioni in 4/7 sedute e 14 risoluzioni entro 7 sedute. «La mia formazione personale in osteopatia pediatrica – spiega l’osteopata Franchini – ha trovato uno sbocco pratico in ambito ospedaliero grazie ad uno dei miei maestri, Andrea Manzotti, che si è prodigato per promuovere e organizzare l’introduzione dell’Osteopatia in diversi ospedali lombardi fra cui quello di Varese, l’ospedale Buzzi di Milano e l’ospedale di Vimercate. Tutto è cominciato durante il mio tirocinio del corso di Osteopatia alla S.O.M.A di Milanol’attività, quando ho iniziato ad appassionarmi al mio servizio, sempre più coinvolta dai miei piccoli pazienti, sorprendendomi, di giorno in giorno dei riscontri positivi che emergevano, tanto che presentai la mia tesi in osteopatia pediatrica diplomandomi nel 2009».

Il successo dell’approccio multidisciplinare al bambino considerato nella sua globalità è tanto più evidente quanto più consistente è l’aumento di richieste delle consulenze osteopatiche da parte dagli specialisti della Medicina tradizionale; «un indicatore confortante del feedback positivo riscontrato – conferma Franchini – che ci fa ben sperare per una cooperazione sempre più efficace in futuro. Il successo del progetto va attribuito, in parte, anche a tutti quei genitori che hanno compreso, apprezzato e collaborato al nostro lavoro, prestando attenzione alle raccomandazioni che abbiamo fornito loro durante le sedute osteopatiche, affinché il risultato fosse consolidato nel tempo».

Un dato sembra essere ormai certo, anzi, “incontrovertibile” sottolinea Barbara Franchini, e cioè che “più precoce è intervenuto il trattamento, nei primi mesi di vita, migliori sono stati i risultati clinici ottenuti”.

È questo il valore aggiunto dell’osteopatia: agire sul paziente nella sua globalità e, se si tratta di neonati, intervenire quanto prima. «Normalmente consideriamo la salute del bambino come assenza di malattia – puntualizza la dott.ssa Calzi – ma si riscontrano delle tensioni o disturbi che possono essere presenti sin dalla nascita, che precocemente riconosciuti possono essere risolti e permettere una crescita più fisiologica, funzionale ed equilibrata».

 

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